Si dice così ed è una cosa che, in vita, ho sempre ritenuta molto interessante e giusta. Uno si fa il mazzo nella sua esistenza terrena, poi schiatta e si riposa. Oddio, ora. Ammetto che non saprei dire perché si pensi che uno, dopo schiattato, si debba riposare: alla luce di quel che mi passa di questi tempi direi che è una credenza assolutamente infondata; d’altro canto come dare torto a chi non sa.
Fatto sta che, da quando sono morto, me ne sono capitate un certo numero. Mettici il mentore con le sue rivelazioni, mettici i passaggi, mettici la burocrazia. Con tutto c’è una cosa che ancora non capisco: ma se un cristiano, dopo morto, si suppone che debba essere lasciato riposare in pace, perché gli si deve fare il settimo, il trigesimo, la menzione al compleanno, l’amarcord randomico con gli amici intimi ed ogni occasione è buona per chiamare il nome del morto, senza poi contare l’anniversario, che quello è proprio una tragedia. Dice, ma che ti frega, sei morto.
Anima candida.
Qua mica è tutto così semplice! Esiste una specie di legame tra il morto e i suoi cari (per la verità esiste un generico legame tra i trapassati e i presenti — giuro che non è stata un’idea mia!) per cui quando un morto viene invocato da un vivo esso deve andare a sentire di cosa si tratta. La ragione, se l’ho capita bene, è abbastanza semplice: dato che voi mortali siete appena appena al primo stadio, è nostra responsabilità di morti — dico morti per capirci ma il termine tecnico è un altro — ascoltarvi, guidarvi ed aiutarvi se è necessario o se lo desideriamo. Tipo, se domani il signor Peppino Guazzaloca invoca proprio me, per qualche assurdo motivo, io dovrei prendere ed andare a sentire cos’ha. Ed è una bella rottura, sapete?
La verità è che un morto, dopo un certo ordine, può cominciare a sbattersene un po’, non ascoltare o non esaudire eccetera, però noi novizi saremmo tenuti, invece… tanto per far gavetta, dice il mio mentore.
Quindi abbiate pazienza: la prossima volta che invocate qualcuno abbastanza in alto è inutile che poi vi lamentiate se non venite esauditi. O vi arrangiate o sparate un po’ più in basso.
