Mali imprescindibili
Sono stato un po’ occupato di questi tempi — del passare del tempo parlerò più avanti, è un fatto proprio curioso — perché a quanto pare la burocrazia non è un male solo mortale ma sembra faccia parte di un disegno superiore, quasi divino — ma anche di questi aspetti parlerò più avanti.
Per farla breve mi è scaduto il periodo di grazia di cui godono i morti recenti per ambientarsi, capire come girano le cose e organizzarsi l’esistenza. Di solito, durante il periodo di grazia che è una specie di permesso di soggiorno che però quando scade non è che puoi tornare tra i vivi, si dovrebbe prendere contatti con la comunità, trovarsi (o farsi trovare da) un mentore e decidere qualche altro particolare assolutamente ininfluente oltre ad autocertificarsi (eh, sì) un sacco di cose.
Una tra queste è la dichiarazione di non essere morti mentre si commettevano atti violenti. Ora non so come sia per gli altri morti di recente ma io mica ricordo cosa stavo facendo nel mentre che sono morto. Cosa succede se sono morto mentre ero coinvolto in una sparatoria e stavo uccidendo qualcuno? Il mentore dice che in quel caso non starei qui a chiedermelo ma a me non sembra un criterio molto sano per giudicare. Comunque l’ho autocertificato e speriamo di non avere fastidi più avanti. Questa vita dopo la morte comincia a sembrarmi un po’ meno rilassante di quanto la immaginassi.
Alla fine ho dovuto far compilare al mio mentore l’assunzione di responsabilità e la disponibilità di massima a seguirmi fino al prossimo passaggio chiave, che è una cosa che non ho ben capito ma suppongo di poter continuare con l’analogia della cintura arancione. Il mio mentore, comunque, mi ha chiesto se ricordavo di aver mai seguito culti illegali o partecipato ad azioni dalla dubbia moralità. Io gli ho risposto di no e, alla mia domanda circa l’influenza di queste cose, lui ha nicchiato, firmato e riconsegnato. Da queste parti si firma in un modo piuttosto inusuale, data la mia memoria mortale. Si usa posare uno stiletto bianco sul modulo per qualche secondo per poi levarlo quando s’illumina. A me nessuno ha dato questo stiletto ma confido che prima o poi…
Fatto sta che sono andato all’ufficio preposto dove c’era una fila della Madonna — espressione che mi si sarebbe chiarita di lì a poco vista l’impiegata che, se pure non era la Madonna in persona, fingeva bene. Beh, no, non troppo. Quando le ho consegnato le carte, lei mi ha rifilato un tesserino rigido e bianchiccio dicendo “il prossimo”. Alché io le ho chiesto “tutto qua” e lei mi ha risposto “cosa vuole, che le canti un Alleluja?” che mi ha ricordato una vecchia commedia francese.
Uscendo, ho raggiunto il mio mentore che stava cibando degli uccellini nel parchetto antistante e gli ho chiesto “o mentore, mi hanno dato questo tesserino bianchiccio, ora che ci devo fare?” e lui a me “ringraziare: potevano anche darti una licenza da tassista”.
E il deja-vu fu così completo.

Questa vita dopo la morte è sempre più simile a quella precedente!
Tu non puoi sapere quanto. Comunque c’è anche qualche aspetto diverso, eh. :)